Giambattista Scidà

Già presidente del Tribunale dei Minori di Catania

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Lettera aperta al dottor Fonzo

Posted by Giambattista Scidà su domenica 13 novembre 2011

Lettera aperta di Giambattista Scidà al dott. Fonzo

           Gennaro ha perduto nella gara per Procuratore capo di Catania. Ne sono sollevato, per tutte le ragioni che tu leggi nella mia lettera, sul mio blog, al Ministro, con l’elenco dei fatti che avrebbero dovuto ispirare diniego di consenso e iniziative di accertamento della incompatibilità con la Procura, anche nell’Ufficio di semplice sostituto. Sono i fatti che conoscevo quando scrissi all’on. Forgione, e quelli che ho successivamente accertato. Attorno alla mia lettera la stampa fece silenzio, con la sola eccezione di un articolo su L’UNITÀ, tu volesti reprimere anche quell’unica rispondenza querelando l’autore, querelandomi come concorrente con lui che non conosco e di cui non so nulla. Tu sei stato a Catania mentre io ci ho operato, con coraggio, e in mezzo al pubblico clamoroso consenso. Tu fai di me un pazzo senza passato, tu che sai tutto; e mi attribuisci un odio feroce e senza motivo. Io, dott. Fonzo, ti ho solo beneficato, anche cercando di trattenerti da errori, come l’attacco a Lima; sei tu ad odiarmi, sino a renderti ridicolo. Avendo letto necrologio di un omonimo che non potevo essere io, lo volesti credere mio sino a chiamare al telefono, pretendendo conferma, un funzionario del Tribunale (C. L.), rimproverandogli insincerità, invitandolo ad ammettere i fatti: sino a quando l’interlocutore non disse che mi avrebbe chiamato nella stanza accanto perché potessi dirgli io stesso che non ero morto. E anche il volermi dire folle esprime il tuo odio. Tu ti credi investito di una potenza senza limiti sui fatti. Lo desumo da quello che hai affermato all’udienza: che a costruire la casa di Gennaro fu Arcidiacono. Non lo afferma nessuno, né Arcidiacono, né Gennaro. Ti rimando di nuovo alla mia lettera al Ministro che in undici punti sintetizza i fatti. Tu dici di non ricordare il tenore della richiesta del pubblico ministero di mi rinvio a giudizio essa si rifiutò di attribuirmi calunnia, perché convinto io della sussistenza dei fatti: ma i fatti, affermò senza avere svolto le indagini suggeritegli da me, non sussistono. Sii, dottor Fonzo, più capace di ricordo quando deponi come teste. Un’ultima cosa, confermativa del tuo irragionevole odio: mentre tu sei per me il dottor Fonzo, io sono per te lo Scidà. Ma anch’io rimediai a suo tempo una laurea, anche se non mi fu concessa dignità di stampa.

Giambattista Scidà

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