Giambattista Scidà

Già presidente del Tribunale dei Minori di Catania

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Lama a Catania

Posted by Giambattista Scidà su domenica 25 settembre 2011

Fecero come a gara, i responsabili delle principali strutture giudiziarie catanesi, nell’illustrare le rispettive difficoltà, da carenza di mezzi materiali. Il politico, vicepresidente del Senato, a Catania per qualche giorno,li ascoltava con eguale attenzione, pipa in pugno.

L’incontro, presso il Presidente della Corte d’Appello, era stato proposto dallo storico personaggio del PCI, catanese e siciliano, che ora sedeva accanto all’anziano magistrato: mulier dicendi perita: tale dovunque (nelle aule, la toga indosso; e in convegni e congressi, e dal palco nelle piazze gremite di folla); perita – vogliam dire abilissima – anche nel fare fronda, se le circostanze lo imponevano.

L’ultimo ad aver la parola avrebbe potuto battere tutti i colleghi, nel levare giustificati lamenti: ferie soltanto nominali; per tutta sede dell’Ufficio un antro angusto e semibuio; non servizio d’ordine; e nessuna risposta, sino a qualche anno prima, all’invocazione disperata: se non potevano applicargli un dattilografo, gli consentissero di introdurne uno, a sue spese. Ma fu proprio lui a non dolersi di nulla, come se nuotasse nell’abbondanza. Parlò di altro, di ciò che mancava alla città. Sì-disse- anche a Catania aveva alloggio la Signora: quella certa Signora senza della quale non c’è democrazia che non sia menzogna. Ci aveva alloggio, e il suo nome era inciso “O p p o s i z i o n e”, sopra una grande targa, sempre tirata a lucido, ma era inutile cercarcela, perché al suo posto si faceva sull’uscio un uomo, il Signor C o n s e n s o.

Gli occhi del presidente Castelli (per tutto il resto una sfinge) lucevano di contentezza; Lama procurava di nascondere sotto l’apparenza dell’attenzione l’interesse improvviso; Adriana Laudani non perse un attimo. S’impadronì del tema, elogiò chi lo aveva introdotto, solitario assertore, ancora una volta di realtà che troppi altri sottacevano, e dette un quadro di speciale efficacia della città zoppa.

L’indomani, Castelli mi volle davanti a sé, per dirmi chiaro quanto m’avesse approvato. Adriana ed io ci saremmo incontrati ancora, quattro anni dopo, davanti ad un pubblico calorosamente partecipe, e di nuovo lei avrebbe parlato subito dopo di me: della malapresenza, a Catania, di ben altra signora che l’opposizione. Era già il tempo dell’appalto per il Centro Fieristico del viale Africa.

Giambattista Scidà

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